Sicurezza ATM: La Vera Partita si Gioca sulla Condivisione

In occasione del Salone della Sicurezza WeSec di Milano del 22-23 settembre 2026, Italia Informa ha intervistato Domenico Morano, Amministratore Unico di MCM Group: l'evoluzione degli attacchi agli ATM, la corsa tra chi attacca e chi difende, e ciò che serve davvero per restare un passo avanti.

Sicurezza ATM: La Vera Partita si Gioca sulla Condivisione

Al Salone della Sicurezza WeSec di Milano, il 22 e 23 settembre 2026, Italia Informa ha intervistato Domenico Morano, Amministratore Unico di MCM Group. Tre domande sullo stato della sicurezza degli ATM in Italia.

Gli attacchi agli ATM stanno tornando a crescere. Quali sono oggi le tecniche più pericolose e quanto sono realmente vulnerabili i bancomat italiani?

Purtroppo ha ragione: gli attacchi continuano a crescere e le tecniche di attacco continuano a evolvere, a cambiare. Parlerei proprio di criminalità organizzata, molto strutturata, in grado di analizzare gli ATM e di analizzare le soluzioni che noi produttori proponiamo. Alcuni dati testimoniano questa crescita.

In alcuni contesti, però, il trend sta cambiando. È il caso di Poste Italiane, che dal 2024 ha avviato una serie di azioni di contrasto, acquistando anche nostre soluzioni che permettono di mettere in sicurezza l'ATM e che svolgono una funzione deterrente, specialmente sul piano visivo: si riesce a capire che quella macchina è dotata di un determinato dispositivo, e questo permette anche di sviare l'attenzione — purtroppo è brutto dirlo — verso altri ATM.

La tecnologia di protezione degli ATM continua a evolversi, ma evolve anche la criminalità. In questa corsa chi è oggi un passo avanti: chi attacca o chi difende?

È una gara, davvero una gara: un continuo rincorrersi. In questo momento siamo sicuramente avanti. Siamo avanti perché siamo partiti dietro: nel 2024 abbiamo iniziato a correre.

L'efficacia di queste azioni non dipende solo da noi — e con "noi" intendo tutte le categorie di società che sviluppano soluzioni. La cosa importante, l'ho detto anche nella nostra sessione, è la collaborazione con gli istituti di credito e con gli istituti postali.

Che cosa serve, concretamente, per restare un passo avanti?

Capire le tecniche di attacco. Gli istituti ci devono sempre permettere — lo dicevo anche al colonnello dei Carabinieri — di capire quali sono le tecniche di attacco, perché è lì che possiamo provare a rincorrere.

E poi queste informazioni vanno condivise. La criminalità le condivide dalla Calabria alla Puglia, alla Lombardia, al Veneto, con una velocità che davvero fa impressione. Dovremmo essere bravi anche noi — tutti gli operatori del settore che sviluppano soluzioni, i produttori degli ATM, ma anche gli istituti di credito e postali — a mettere a fattore comune queste informazioni.

Ecco, è lì che si gioca la vera partita. È lì che si può essere un passo avanti.


Guarda l'intervista completa: Italia Informa intervista Domenico Morano — WeSec 2026